” I FOTOGRAFI SI RACCONTANO “: PATRIZIA MORETTI

Negli scatti di Patrizia Moretti la fotografia diventa un intreccio di pensieri, disegni e di immagini iconografiche che all’arte fotografica devono la capacità di perdurare nel tempo, di essere fonte di ispirazione e di riflessione. Nell’immaginario femminile il corpo si traduce in una visione capace di interpretare perfettamente le suggestioni che invia, in ciò Patrizia sa come usare sia il mezzo fotografico che la propria femminilità,  creando una simbiosi perfetta tra immaginario collettivo maschile e femminile e quello più personale ed intimo dell’autrice di questi straordinari ritratti di donna.

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L’esaltazione dell’inconscio e della consapevolezza erotica femminile è  ignorata in fotografia dagli uomini per il semplice motivo che l’universo maschile comprensivo di molti archetipi  vede la donna come un oggetto del desiderio, una musa ispiratrice della creazione intellettuale, tradizionalmente ambiti creativi riservati al maschio.  Patrizia Moretti ribalta questa concezione ispirante ma evanescente dell’animo femminile, dove il corpo è completamente slegato dal suo contenuto, rendendo ogni ritratto una concentrazione di carne, di anima, di pensiero e di istinto, dosati con tale cura da essere perfettamente fusi nell’amalgama del pathos che emettono e palesemente espressione artistica di un vissuto di cui lei è un’osservatrice privilegiata non in quanto donna ma “femmina”. Non una questione di appartenenza sessuale ma di genere ad ampio raggio,  nella sua consapevole e profonda femminilità sta il valore aggiunto che trasmette nei suoi scatti.

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La freschezza unita ad una raffinata e poliedrica visione della sensualità femminile ci mostrano donne che i ritratti di Patrizia Moretti descrivono consapevoli della propria fascinazione, pronte a mettersi in mostra ma anche a soppesare con intelligenza la propria visibilità attraverso gesti e sguardi, quel vedo e non vedo che tanta parte ha sempre avuto nell’immaginario collettivo fin dall’apparire dei primi manufatti artistici con la donna come simbolo ed archetipo dominante nell’immaginario maschile. Dapprima statuine votive per ricevere il dono della fertilità, poi simboli per coltivare la memoria del proprio vissuto accanto ad uomini potenti che hanno fatto la storia dell’umanità,  miti e figure ieratiche, virginali, fonte di ispirazione, muse. Infine semplicemente l’altra metà del cielo, femmine, donne, compagne, amiche, madri, sorelle, mogli, amanti, partecipi del femminino sacro che arde nei sogni da realizzare e concretizzare come pure nell’intima conoscenza di se stesse. I ritratti di Patrizia Moretti a questa visione d’insieme portano con una totale naturalezza dell’uso del linguaggio fotografico e con la serena e solare sensualità di tutte le sue modelle, complici nel descrivere l’evoluzione del proprio vissuto e delle emozioni che vestono la loro pelle, i loro sguardi, i loro sogni e pensieri.

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Come si vedono, si guardano, si vivono le donne, questa fotografa non solo lo traduce e lo mostra ma lo percepisce e lo vive con orgoglio, con estrema lucidità e delicatissima sensualità. Guardarsi allo specchio, riflettere se stesse significa accettare tutto di sé, contraddizioni comprese. Mentre il corpo incede come quello delle dee di un tempo, il cuore necessita di stupirsi e di stupire innanzi tutto come soggetto e poi come predicato verbale di un’azione continua volta a scolpire il proprio destino, il presente e quel che resta del passato con la volontà di essere protagoniste della crescita, dello sviluppo, della soddisfazione dei propri bisogni, di quella  forza ed energia primigenia, della facoltà  creativa del corpo femminile e non solo delle sue funzioni biologiche, dell’essere oggetto e soggetto nel nutrire l’universo che  circonda ed abita le donne e da esso venire a loro volta nutrite.

 

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Ecco apparire un gesto, uno sguardo, occhi aperti o socchiusi, seni e mani che fanno parte di un tempio, il corpo di una donna. Quel corpo che  rappresenta una sacralità ancestrale, un corpo pronto a restituirci la bellezza e l’armonia della sua crescita e maturità, di uno sviluppo che non è solo fine a se stesso ma determinante nell’evoluzione di un carattere come pure di un destino complesso e ricco di possibilità. Negli scatti di Patrizia Moretti c’è tutto questo ed altro ancora da scoprire, la donna è un universo noto ma al tempo stesso pronto a manifestare quel che di più profondo contiene, ancora sconosciuto perfino a se stessa.

 

 

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Volti di donna che sorridono, l’introspezione resa affascinante da un movimento soffuso dei muscoli facciali, una deflagrazione di malinconia, di gioia, di stupore, di erotismo inteso come energia vitale, ecco la donna di Patrizia Moretti affacciarsi al mondo che la circonda affermando con decisione e con grazia

 

 

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di farne parte e non di essere un semplice accessorio o strumento nelle mani e delle leggi altrui.  La donna vissuta come un cuore pulsante di vita propria, come colonna vertebrale che sostiene i movimenti necessari alle emozioni. Un corpo che sa danzare con la propria essenza, quella di una femminilità mai scontata ne portata a sedurre e conquistare esclusivamente la fascinazione maschile, piuttosto a vivere una comunicazione di linguaggi diversi e complementari che si fondono e si  compenetrano, che entrano in contatto ed in simbiosi in modo naturale e con curiosità reciproca sempre viva. Donne che vogliono conoscere se stesse per poi incontrare ciò che vedono in uno specchio,  che avranno accanto durante un percorso che è vita che è una  continua scommessa con se stesse, meravigliosa ed affascinante al tempo stesso nel suo divenire.

 

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Ci sono donne che hanno saputo penetrare  la straordinaria ordinarietà del vissuto femminile, facendo emergere l’anima dalla propria carnalità come fosse una seconda pelle. Donne che troverete nei ritratti di Patrizia Moretti ed in comune fra loro possiedono il desiderio di essere visibili e non invisibili a se stesse, mentre il bisogno di guardare e mitizzare i loro corpi strizza l’occhio con sottile ironia dai suoi scatti per mostrarci il limite stesso di tale richiesta ed al contempo esprime la fascinazione assoluta che incarna.  Guardare alle donne e viverle per quello che sono, corpo e anima sono un tutt’uno, la bellezza e l’armonia sono energia pura, linfa vitale che scorre nelle loro vene e che irradia calore, seduzione, tenerezza, mistero, inquietudine, dolcezza, amore, rispetto ed orgoglio, dolore e drammaticità, in una sola parola ” forza “.

 

 

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Il corpo di una donna è sempre pronto per essere visto e vissuto, vestito della quotidianità o dell’eccezionalità non si tira mai indietro perchè fa parte della sua natura essere fuso nello spazio che abita e non arreda. Di ciò è consapevole Patrizia che nei suoi scatti rende ogni corpo anima dello stesso ed ogni anima un’esperienza sensuale e carnale impregnata di poesia e di consapevolezza di sè, una danza che fine ed inizio non  ha mai!

 

 

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Grazie Patrizia Moretti per ogni tuo scatto, per aver dato alla donna quello che da sempre le appartiene: la libertà di essere, di vedersi, di farsi vedere, di fluire nel tempo e nello spazio circostante ben consapevole di non essere l’unico soggetto esistente su questa terra degno di essere ammirato ed amato, piuttosto portatrice sana di un bisogno inestinguibile  di crescita e di maturazione, di amore e di volontà nel rendere tutto  possibile anche quando si mette in gioco, quando mette a nudo non solo il suo corpo ma soprattutto la passione di esistere e di creare che ne fa parte.

 

 

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Patrizia Moretti  © Photography

link: https://www.facebook.com/patrizia.moretti.14

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Testo di Paola Palmaroli