Antonio Lorenzini – Obiettivo: l’anima

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Che cosa è la fotografia?

Chiediamoci cosa sia quando incontriamo fotografie come queste che state per ammirare o meglio, chiediamoci cosa faccia quando qualcuno come Antonio Lorenzini decide di farsi consegnare la propria  memoria visiva come se fosse un tesoro di inestimabile valore, come se fosse l’anima di ciascuno di noi, di cui lui tratteggerà l’essenza e la sintesi più disarmante.

La fotografia più che essere costituisce una serie di obiettivi come fossero dei catalizzatori di istanti che nel tempo ritorneranno alla luce grazie alla memoria fissata in un’immagine, con  l’espressione  nei volti ritratti che richiamerà situazioni,  umori, sentimenti, con gli odori del giorno e della notte, attimi di completa ed irrinunciabile armonia o discordia, ricordi che ritorneranno in superficie simili ad una carezza lontana, il profumo delle persone da noi amate improvvisamente resuscitato grazie alla vista,  momenti di vita di impareggiabile valore, il suono delle voci a noi care, come pure feroci abissi o dolori insopportabili.

Questo ed altro ancora sono e contengono le fotografie di Antonio Lorenzini,  che come obiettivo hanno la descrizione e la consocenza dell’anima del mondo e non solo la sua superficie significante.

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Come catturare la magia straordinaria di cui è costituita la memoria umana? Nel passato tanti si sono cimentati a costruire diversi linguaggi capaci di raggiungere tale obiettivo, chi scrivendo, chi dipingendo, chi imparando a suonare uno strumento e creando degli accordi musicali, chi scolpendo la pietra viva, chi scrivendo con la luce grazie al mezzo fotografico. Cosa accade se il fotografo ha come obiettivo l’anima di ciascuno di noi, del mondo che ci circonda, di un oggetto come di un evento, di una città, di un luogo mentale e fisico, di un sentire che scarnifica giorno dopo giorno il senso dell’esistenza e l’umana natura nei suoi componenti essenziali, riducendoli fino all’osso? Succede che incontrerete gli scatti di Antonio.

In lui la fotografia è uno scambio di consegne ideali, un abbandono continuo che è fiducia nell’altro, che è ammirazione ed incantamento oltre che curiosità. Il rapporto tra esseri umani suggella un’alleanza speciale  tra alcuni individui che nasce quando la vita stessa deve ancora scegliere dove dirigersi e si guarda attorno per trovare  un buon compagno di viaggio come amico. L’obiettivo fotografico è il compagno ideale di Antonio Lorenzini, il suo terzo occhio.

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Chi risponde a tale appello di solito ha già il suo sguardo pronto ad annullarsi nell’ultima luce del giorno, viene come trattenuto per la giacca da chi desidera conoscere la magia della vita prima di viverla e di farla sua, sa dove i suoi occhi ed il suo sguardo devono poggiare con delicatezza, come se fossero planati, atterrati per trovare riposo, nutrimento, sicurezza.

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In queste struggenti visioni Antonio Lorenzini ha incontrato gli occhi malinconici e dall’espressione gentile di donne, bambini,  uomini, vecchi, sconosciuti oppure persone note. sempre e comunque un’umanità che parte dal cuore di se stesso, dal suo volto e raggiunge quello dell’altro incontrato, ascoltato, con la curiosità di un fanciullo che si apre alla vita, quella vera, senza alcun pregiudizio.
Una comunione di intenti e di necessità che la fotografia fa emergere in scatti di così alto valore, così preziosi da poter toccare l’anima altrui con gli occhi.

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Chi invecchia ama essere ascoltato, chi sta crescendo adora che un adulto dedichi il suo tempo affabulando l’esistenza stessa. narrandola come fosse una leggenda od una fiaba, un aneddoto od una poesia! Antonio Lorenzini fotografa e racconta le storie che incontra in un volto, in un paesaggio, in una contrazione del proprio essere all’interno di un universo più vasto e senza confini apparenti.

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Vorrei con questa mia narrazione ringraziare idealmente Antonio Lorenzini per la sensibilità a la vocazione che lo contraddistingue verso il Bianco e Nero e la natura umana nella sua essenza, gioco di luci ed ombre cui lui da sia forma che voce.

Grazie per riuscire sempre ad emozionare senza essere mai stucchevole ne teatrale, semplicemente arricchendo di sensazioni il vissuto di ognuno di noi, ridando voce e consapevolezza a sentimenti da cui spesso siamo intimiditi ed di cui invece dovremmo andar fieri e saper gestire con più semplicità ed immediatezza.

Sai far parlare ognuno di noi attraverso gli sguardi altrui, ci fai immedesimare nelle tue storie che sono poi quelle di tutti noi,  connotati di vite smarrite o ritrovate che fanno sorridere, inquietano oppure ispirano.

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Sai incontrare l’altro come pochi altri perchè altro non è mai per te, perchè in ognuni vita riconosci quell’energia e quella fiamma preziosa che la rende unica, fonte di calore e di un movimento necessario quanto l’intera gamma delle emozioni umane.

Sai ascoltare oltre che vedere, sai trattenere tra le tue mani sia la luce che il buio, dai forma scolpendo le ombre in un’infinita di sensazioni cui noi diamo un nome e cognome ma per te sono solo impressioni, esistenze, un moto perpetuo che si traduce in immagine.

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Sai  ritrarre l’infanzia del mondo come pochi altri mai conosciuti del presente e del passato perchè la rispetti e la proteggi come se appartenesse a te, perchè sai custodire il fanciullo che è in te senza mai togliergli il respiro.

Sa entrare nei  volti e  nelle vite con una tale immediatezza e delicatezza da lasciarci intimoriti di fronte al tuo sguardo, ci fa viaggiare indietro nel tempo fino a ritrovare il nostro stesso stupore e tenendolo per mano condurlo fino ad un rettangolo di carta per farlo conoscere a chi o cosa siamo diventati,. Per scoprire se quel fanciullo lo abbiamo deluso o per rassicurarlo per quanto gli è accaduto nel corso del tempo. Il nostro tempo, il tuo tempo, quello di chi vuole guardarsi allo specchio e vedere ogni cambiamento con tenerezza e severità, non smettendo mai di stupire e di stupirsi.

Questo per te è fotografare e non saprei pensare ad un volto senza vederlo con i tuoi occhi prima ancora che con i miei.

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Chi appare complesso nel suo linguaggio non può rendere tutto semplice quando trova la sua scrittura più congegnale come se fosse un incantesimo rotto dal nostro stupore. Eppure Antonio ci è riuscito,  la sua poliedricità sta alla fotografia come la complessità di un anima mai paga di se stesso sta all’immediatezza di un  in realtà che ha mille facce diverse, eppure si sceglie quale evidenziare o per istinto o per placare la sete di conoscenza che arde dentro di noi dalla nascita.

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Solo chi sa declinare in migliaia di modi diversi la natura umana per una naturale inclinazione ad ascoltarla,  possiede la capacità camaleontica di Antonio di riversarsi nelle anime altrui apparendo come un viandante antico e non come un invadente ladro di emozioni, tutt’altro,  rendendo ogni suo scatto un’esperienza indimenticabile e disarmante ed uno scrigno prezioso da cui trarre il meglio dell’umanità.

Ci si cala in un luogo sia fisico che mentale come in un volto vissuto od ancora aperto ad ogni cambiamento, in un sorriso come in uno sguardo fiero, nella malinconia come nella gioia più immediata senza mai concederci una tregua grazie ai tuoi scatti.

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Quando ho incontrato per la prima volta le tue immagini  ho provato una tale gioia, sommessa all’inizio per timore che tutto svanisse e fosse un sogno od una coincidenza fortuita del fotografo che stavo ammirando scatto dopo scatto.. Non è stato così, il sogno è divenuto certezza ed è continuato, divenendo realtà e riversandosi  nei tuoi ritratti di un’umanità rara e quasi effimera tanto è vera!

Ecco davanti a me dispiegarsi come sempre volti sconosciuti, entrare nel mio campo visivo le vite altrui come da un’ideale porta principale. Vite che sono invitate sempre nei tuoi scatti ad essere quel che sono, una concentrazione di gioia, dubbi, armonia, fede, dolore, stupore, malinconia,  rabbia, delusione, felicità, verità e bellezza indimenticabili e necessaria come il nutrimento per il corpo e quello più impalpabile per l’anima.

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La fiducia con cui la gente ti si offre o si svela è  come l’amicizia, uno di quei valori aggiunti che la fotografia riesce a catturare ed incastonare come se le emozioni fossero gioielli preziosi da affidare con cura nelle mani di chi come te sappia indossare con attenzione l’anima altrui per riconoscere e scoprire la propria. Tu sai far tornare il passato ad abbracciare il presente nei tuoi scatti, nei volti che ritroviamo in ogni tua immagine,  per dargli luce e nuovo splendore, per incantare il futuro e rendere il presente una continua fonte di sorprese e di storie di vita.

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Ecco apparire i luoghi ed i non luoghi che l’anima conserva con complicità attraverso un viaggio del tempo in cui il fotografo è sia soggetto che oggetto di tale escursione mentale e visiva. Una memoria quella di Antonio Lorenzini mai accattivante, sempre severa e pronta a pungolarci per essere un punto di partenza mai di arrivo.

Recuperare il rispetto verso gli anziani, spesso lasciato soli, consentirgli di relazionarsi con i più giovani creando spazi ed occasioni utili per tale scopo, farebbe la differenza per qualsiasi società umana.

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Un tempo quando le famiglie erano allargate ed i parenti più anziani vivevano insieme ai loro figli e nipoti questo incontro straordinario fra generazioni era possibile e naturale, avveniva senza forzature, senza cercare occasioni speciali da celebrare per trovarsi riuniti! Un tempo questa immagine non sarebbe sembrata straordinaria ma un quotidiano vissuto registrato con delicatezza ed amore.

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Grazie Antonio per avermi fatto ricordare quei giorni, quelle sere, i racconti che facevano volare via i minuti e le ore e li vestivano di pathos e fascino senza fine, la musica ascoltata alla radio od attraverso i dischi, la poesia di una passeggiata dove si apprendevano i nomi delle piante e delle erbe aromatiche, delle pietre e delle cime dei monti; grazie per aver fatto vibrare nuovamente quei silenzi di infinita tenerezza; grazie per avermi fatto sentire ancora una volta il calore di un abbraccio o di una carezza sul capo; per essere stata amata per quello che ero senza sapere ancora di esserlo.

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Fotografare, cogliere la finzione e spogliarla delle sue infinite menzogne per scarnificarla e trarne le verità nascoste, come in una fiaba, in una bugia sommessa, in una crudele verità, in un rimpianto che si traveste da rimorso e corre via lontano per poi lambire i nostri piedi dopo aver viaggiato nei paesi che sorridono, tornando indietro con le onde di un destino sempre in agguato, mai pago di quel che porta con sì o trattiene, ne di ciò che si lascia sfuggire o derubare.

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Volti smaterializzati dal proprio sentire, da quei movimenti necessari che sono le emozioni umane, dal semplice fatto che noi siamo la nostra memoria ed essa è inscritta in ogni ruga ed espressione del nostro copro, del nostro volto.

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L’obiettivo di Antonio è un volo mai pago di se stesso, sempre alla ricerca non dello scatto migliore, non ne esistono per questo fotografo, semplicemente del prossimo scatto, di un nuovo incontro, di un nuovo modo per imparare ad emozionarsi, ad assorbire l’umanità che scalpita in questo uomo come se cercasse nella ali vette sempre più alte delle sua sensibilità esacerbata, per toccarlo quel cielo, per sapere cosa significa innalzarsi e cadere, senza pietà, senza alcun compromesso.

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Ogni suo scatto lo mostra, lo fa percepire fin nella carne attaccata alle nostre ossa, ogni volta che mi avvicino ad una sua fotografia so che non tornerò mai indietro uguale a me stessa.

Grande dono il suo, di sentire tutto, ma proprio tutto, di quel che siamo.

In questo modo impara ad ascoltarsi, a vedersi allo specchio, a non rifuggire mai il peggio dell’umana natura perché in essa si trovano sempre brandelli di quella meravigliosa alchimia che rende stabili od in equilibrio le forze in gioco.

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Un vecchio uomo e la sua infinita pazienza mi ha reso ciò che sono ora, mi accompagna ancora e mi sostiene come se avessi accanto la sua spalla e la sua fiducia.

Sono grata a questa immagine ed a te che l’hai resa reale e tangibile come la vita vera, per aver dato voce a quella generazione che dai vecchi ha ricevuto forza e consapevolezza in se stessa e non promesse da mantenere in loro vece.

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Chi ha creduto in noi ci ha donato una forza di volontà che nessun futuro può eguagliare, L’ uomo che state osservando le ha già onorate e rispettate semplicemente esistendo così come lo vedete, rispecchiando ed amando chi gli è accanto, imparando a conoscerlo e ad insegnargli a camminare, credendo in tutto quello che fa e sogna. Quest’uomo ci disarma con il suo sguardo, con un un semplice sorriso! Hai onorato con questo tuo scatto la vecchiaia e la sua più straordinaria caratteristica: la fiducia nella gioventù!

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Antonio Lorenzini © Photo

Testo di Paola Palmaroli

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