warts and all

gimcrack hospital (PG)

Misia Sert (born Maria Zofia Olga Zenajda Godebska; 30 March 1872 – 1950) was a pianist of Polish descent who hosted an artistic salon in Paris.  She married Thadée Natanson, a Polish emigre politician and journalist, who became the editor of a Parisian Dreyfusard journal.

Misia (1947) found here

Thadée started the Revue Blanche. Verlaine, Mallarmé and other famous painters duly gathered. Those who couldn’t paint Misia wrote poems for her. The painters had the privilege of immortalising her miraculous looks, which included a legendary pair of legs and a bosom that kept strong men awake at nightthinking.

Misia by Renoir found here

Being published in the Revue Blanche was like getting into a party: you had to know Misia. At a party thrown by Misia’s brother-in-law to celebrate the completion of nine large panels by Vuillard, Toulouse Lautrec was the barman. Misia met Liszt, whom she remembered…

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Matilde

Mi piace una donna

Mi piace una Donna dal seno grande, morbido e largo, materno nel suo accogliere la mia testa stanca, nello sfamare la mia bocca avida.

Mi piace una donna dai fianchi tondi, morbidi e torniti, la curva delle sue anche senza spigoli e asperità, che scende dalla vita, come la curva di una antica accogliente anfora.

Mi piace una donna la cui pelle abbia pieghe, curve che si creano quando si muove, delle pliche nascoste, in cui le dita possano entrare, in carezze che violano ogni volta intimità diverse e nuove.

Mi piace una donna dalla bocca grande, una bocca accogliente, una bocca che conosce i baci e sa restituirne, donarne, una bocca vissuta, anche segnata, sul cui contorno scorrere le dita in una leggera carezza che possa distendere le rughe leggere.

Mi piace una donna dagli occhi limpidi, sereni, grandi ed aperti sul mondo, occhi che continuano a riflettere le mille e mille imagini e colori che la donna ha già visto e vissuto, occhi che ridano accompagnando le labbra.

Mi piace una Donna che sia una Donna, che non menta a se stessa, ma che sia capace di raccontare bugie, anche a me, senza raccontarne a se stessa, una donna con cui scambiarmi malizia e complicità, segreti confidati, verità raccontate, sguardi di intesa.

Mi piace una donna che abbia la sua Vita, faccia le sue scelte, combatta le sue battaglie, una donna che non cerchi alibi nelle mie decisioni, non cerchi giustificazione ai suoi errori nei miei, non cerchi pretesti e colpevoli per le sue colpe.

Mi piace la Donna che si muove dentro di me, quando faccio all’Amore con una donna, la donna che mi dice quando devo muovermi e come, cosa devo fare, la Donna che moltiplica il mio piacere, che mi fa provare piacere per il piacere della donna che è con me. Allora il mio piacere non serve più, perchè io il mio piacere l’ho già avuto, riflesso negli occhi rovesciati, nella bocca semiaperta, nel mormorio appagato della donna che è con me.

Mi piace una Donna che mi fa capire e provare la paura delle donne, la rabbia delle donne, la frustrazione muta e velenosa di chi deve sopportare la stupidità arrogante di chi si sente superiore.

E a volte, di fronte ad uno specchio, mi sorrido, e mi domando se quella donna non ci sia già, nella mia Vita. Non sia sempre dentro di me, non sia io, e non sia la donna che mi viene a trovare la notte nei sogni, la donna con cui parlo nelle mie solitudini, a cui confido i miei dubbi, mentre Lei mi sorride.

La donna nata con me, che invecchia con me, che scrive con me queste righe. Il mio io Donna.

 

Foto:  “Matilde” di  Christopher William Clarke

Fonte immagine: http://www.pinterest.com/pin/145381894194912580/

Judy Garland and Vincente Minnelli Wedding (1945)

FROM THE BYGONE

In 1945, 23-year-old Judy Garland married director Vincente Minnelli, her second husband.

Garland and Minnelli entered into a relationship, during the filming of Meet Me in St. Louis, after some initial conflict between them. Having to cope with Judy Garland’s chaotic behavior, Vincente Minnelli had to adopt an authoritarian attitude that slowly turned into a protective affection towards a self-depreciating and vulnerable actress. The relationship also surprised their entourage who observed that strange couple made of an elder effeminate director and a young troubled star.

While they were married, Garland and Minnelli worked together on The Clock (1945) and The Pirate (1948). Their daughter, Liza, was born in 1946, and the marriage lasted until 1951.

The romance began to weaken with Judy Garland’s worsened problems due in part to the discovery of her husband’s homosexuality that only increased the lack of confidence she had in herself, a postpartum depression and…

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